Salute e sicurezza sul lavoro: approvata la Strategia nazionale 2026–2030

Il 16 dicembre 2025 è stata approvata la Strategia Nazionale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 2026–2030.
La decisione arriva dal Comitato per l’indirizzo e il coordinamento della vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, presieduto dal Ministro della Salute Orazio Schillaci.
La Strategia definisce un indirizzo per i prossimi anni e ribadisce un messaggio chiaro a imprese, lavoratori e istituzioni: la prevenzione assume un ruolo centrale nelle politiche nazionali in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

In questo articolo vedremo cosa prevede la Strategia, come si collega agli altri strumenti nazionali e perché è utile iniziare a conoscerla fin da subito.

Perché se ne parla ora

Con l’approvazione della Strategia nazionale 2026–2030, il tema della salute e sicurezza sul lavoro è tornato al centro dell’attenzione istituzionale.
Il comunicato del Ministero inquadra questo documento come una risposta alle sfide attuali del mondo del lavoro, in un contesto che richiede un rafforzamento delle politiche di prevenzione.
L’obiettivo dichiarato è ridurre in modo significativo infortuni e decessi sul lavoro, adottando l’approccio Vision Zero, secondo cui ogni incidente è prevenibile.
La Strategia segna un passaggio verso una maggiore attenzione alla prevenzione come elemento cardine dell’azione pubblica.

Cos’è la Strategia nazionale 2026–2030

La Strategia nazionale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è un documento di indirizzo.
Nel comunicato ufficiale non vengono indicati nuovi obblighi immediati per le aziende, ma viene delineato un percorso basato su obiettivi condivisi e linee di orientamento per le politiche nazionali e territoriali.
Il documento non è isolato.
Si colloca all’interno di un quadro più ampio, coerente con le politiche europee e integrato con il nuovo Piano Nazionale della Prevenzione 2026–2031.

Chi l’ha approvata e chi è coinvolto

La Strategia è il risultato di un lavoro coordinato che coinvolge più soggetti istituzionali e sociali:

-i Ministeri competenti

-le Regioni

-l’INAIL

-l’Ispettorato Nazionale del Lavoro

-le parti sociali.

Il tema della salute e sicurezza sul lavoro viene affrontato attraverso un sistema integrato, basato sul coordinamento tra diversi livelli istituzionali.

L’obiettivo dichiarato: Vision Zero

Nel corso della riunione, il Ministro Schillaci ha richiamato con forza il principio di Vision Zero.
Un’idea chiara: ogni infortunio è prevenibile.
L’obiettivo non è una riduzione marginale degli incidenti, ma un cambiamento di approccio che metta al centro la prevenzione e una responsabilità condivisa tra istituzioni, aziende e lavoratori.

I cinque Assi Strategici della nuova Strategia

La Strategia nazionale si fonda su cinque Assi Strategici, indicati nel comunicato ufficiale.

1. Affrontare i cambiamenti del lavoro
L’Asse richiama la necessità di considerare l’evoluzione del mondo del lavoro e dei rischi ad essa collegati.

2. Rafforzare la resilienza del sistema istituzionale
Viene evidenziata l’importanza di un sistema pubblico capace di coordinarsi e agire in modo coerente in materia di prevenzione e vigilanza.

3. Potenziare le tutele per lavoratrici e lavoratori
L’attenzione è rivolta al rafforzamento delle tutele nell’ambito della salute e sicurezza sul lavoro.

4. Supportare micro, piccole e medie imprese
La Strategia riconosce il ruolo centrale delle MPMI e la necessità di un supporto dedicato.

5. Diffondere la cultura della prevenzione fin dalle scuole
La prevenzione viene intesa anche come percorso culturale, da avviare già in ambito scolastico.

I dettagli operativi degli Assi saranno definiti nelle successive fasi di recepimento e attuazione.

Il legame con il Piano Nazionale della Prevenzione 2026–2031

La Strategia nazionale è integrata con il Piano Nazionale della Prevenzione 2026–2031.
Questo collegamento consente di mantenere coerenza tra indirizzi strategici e azioni sul territorio, all’interno di un quadro coordinato di politiche per la salute e sicurezza sul lavoro.

Cosa succede adesso

Il documento approvato non rappresenta un punto di arrivo.
Il prossimo passaggio previsto è il recepimento formale da parte della Conferenza Stato-Regioni, che consentirà la declinazione territoriale degli indirizzi nazionali.

Successivamente:
-gli indirizzi saranno applicati a livello locale

-l’attuazione sarà monitorata nel tempo

-il Comitato continuerà a coordinare le politiche di prevenzione e vigilanza.

Cosa significa per aziende e datori di lavoro

Pur non introducendo nuovi obblighi immediati, la Strategia segnala una crescente attenzione istituzionale verso la prevenzione e la cultura della sicurezza.
Per aziende e datori di lavoro questo significa muoversi in un contesto in cui prevenzione e organizzazione assumono un ruolo sempre più rilevante.

Perché riguarda anche le MPMI

Il comunicato dedica un’attenzione specifica al supporto delle micro, piccole e medie imprese.
Questo perchè la salute e sicurezza sul lavoro deve essere accessibile e sostenibile per tutto il tessuto produttivo, non solo per le realtà più strutturate.

Uno sguardo avanti

La Strategia nazionale 2026–2030 rappresenta l’avvio di un percorso di medio periodo.
Conoscerne i contenuti consente alle aziende di comprendere la direzione delle politiche pubbliche e di prepararsi con maggiore consapevolezza alle evoluzioni future in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

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