22 Apr Allerta alimentare: cosa fare?
Se lavori nel settore alimentare, prima o poi ti potrebbe capitare di ricevere una notifica di allerta alimentare. Magari un fornitore ti avvisa che c’è un problema su un lotto di prodotto già consegnato, oppure ti arriva un cartello di ritiro da esporre nel punto vendita.
In quel momento, la domanda è sempre la stessa: “E ora cosa devo fare?”
In questa guida pratica ti spieghiamo, passo dopo passo, cosa prevede la legge, quali azioni deve mettere in atto l’impresa alimentare e come gestire correttamente ritiro e richiamo dei prodotti in caso di allerta alimentare, secondo il Regolamento CE 178/2002 e il tuo piano di autocontrollo HACCP.
Cos’è un’allerta alimentare (e perché non è solo un problema del fornitore)
L’allerta alimentare è una comunicazione ufficiale che segnala la presenza di un rischio per la salute del consumatore legato a un alimento immesso sul mercato. Il rischio può riguardare:
–contaminazioni microbiologiche (Listeria, Salmonella, Escherichia coli…)
–presenza di allergeni non dichiarati
–contaminanti chimici
–corpi estranei (vetro, plastica, metallo)
–difetti di etichettatura o confezionamento.
Quando un fornitore ti comunica un’allerta su un prodotto che ti ha consegnato, non puoi fare finta di niente. Anche se non hai causato tu il problema, la legge ti considera responsabile della sicurezza alimentare per i prodotti che hai venduto, trasformato o esposto.
Ritiro e richiamo: due azioni diverse secondo il Regolamento CE 178/2002
Il Regolamento (CE) n. 178/2002, che stabilisce i principi generali della legislazione alimentare in Europa, distingue chiaramente tra ritiro e richiamo.
Ritiro: è l’azione di togliere dal commercio un prodotto ancora non venduto al consumatore finale. È un intervento interno alla filiera: riguarda te, i tuoi magazzini, i punti vendita, gli operatori successivi.
Richiamo: è l’azione che si attiva quando il prodotto è già stato venduto al consumatore. In questo caso devi:
–informare il pubblico (es. con cartelli nei negozi o sul sito)
–avviare azioni per recuperare i prodotti
–informare le autorità competenti (ASL, NAS, Ministero, ecc.).
Attenzione: entrambi i casi sono regolati dalla legge e rientrano tra gli obblighi dell’operatore del settore alimentare (OSA), ovvero tu.
Hai ricevuto un cartello di ritiro? Ecco cosa fare subito
Quando un fornitore ti invia una notifica di allerta alimentare, spesso allega anche un cartello di ritiro da esporre nel punto vendita.
Ecco cosa devi fare:
–Bloccare immediatamente il lotto di prodotto segnalato (anche se non lo hai ancora esposto o venduto)
–Ritirare il prodotto dai banchi o dagli scaffali, separandolo fisicamente dagli altri
–Esporre il cartello di ritiro in modo visibile dove il prodotto era stato collocato (es. frigo, scaffale, banco gastronomia)
–Controllare nei registri di carico e scarico quante unità hai ricevuto, venduto o ancora in giacenza
–Contattare eventuali altri clienti se hai rivenduto il prodotto ad altri operatori.
Il ritiro è una procedura da fare in tempi rapidi, senza aspettare ulteriori istruzioni.
La tracciabilità è la tua miglior alleata.
Come registrare il ritiro nel tuo piano HACCP
Ogni impresa alimentare deve avere un piano di autocontrollo basato sul sistema HACCP. Questo piano prevede anche una procedura per la gestione dei prodotti non conformi.
Quando esegui un ritiro, devi:
1. Compilare una scheda di non conformità specificando:
-la data della notifica
-il tipo di prodotto
-il lotto
-il motivo del ritiro
2. Indicare quante unità sono state ritirate e dove vengono conservate;
3. Registrare l’eventuale restituzione al fornitore o smaltimento;
4. Conservare eventuali documenti di trasporto (DDT, bolle, e-mail).
Queste registrazioni vanno tenute a disposizione dell’autorità sanitaria in caso di ispezioni.
Cartello di ritiro: come e dove esporlo
Il cartello di ritiro deve essere:
1. ben visibile, vicino al punto in cui si trovava il prodotto;
2. leggibile, con caratteri chiari e comprensibili;
3. preciso, indicando:
-il nome del prodotto
-il lotto interessato
-il motivo del ritiro (es. “possibile contaminazione microbiologica”)
–cosa deve fare il consumatore (es. “non consumare e riportare in negozio”).
Esporre il cartello è un obbligo: serve a informare correttamente il cliente e tutelare la salute pubblica.
Il prodotto è già stato venduto? Scatta il richiamo
Se hai ragione di pensare che un prodotto non idoneo al consumo sia già stato venduto a terzi, devi attivare la procedura di richiamo.
Ecco cosa fare:
1. Informare immediatamente l’autorità sanitaria competente, ovvero il Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN) dell’ASL della tua zona;
2. Recuperare il prodotto già venduto, se possibile, contattando i clienti (es. ristoranti, rivenditori, grossisti);
3. Fornire informazioni documentate:
-DDT o bolle di trasporto
-numero di confezioni vendute
-date di spedizione
-descrizione dei lotti.
4. Registrare ogni fase del richiamo, esattamente come faresti per un ritiro: tutto deve essere tracciabile;
5. Collaborare con l’autorità sanitaria, fornendo ogni dato utile all’indagine.
Autocontrollo = prevenzione, responsabilità e fiducia
Gestire un’allerta alimentare non è mai piacevole. Ma se hai un sistema di autocontrollo ben strutturato, e sai come comportarti in caso di ritiro o richiamo, puoi affrontare anche le emergenze con professionalità.
L’autocontrollo alimentare, oltre ad essere un obbligo di legge, è soprattutto un investimento nella credibilità della tua impresa. Agire subito, correttamente e in modo trasparente vuol dire proteggere i consumatori, i tuoi clienti e anche la tua reputazione e affidabilità.
E se hai dei dubbi, non aspettare l’allerta per capire cosa fare.
La prevenzione è la forma più solida di sicurezza.
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