22 Lug Che requisiti deve avere un tecnico manutentore qualificato?
Scopri cosa prevede la legge per ottenere la qualifica di tecnico manutentore secondo il DM 1 settembre 2021.
Se hai un’azienda, probabilmente hai già qualcuno che viene a controllare estintori, porte tagliafuoco e altri impianti antincendio. Ti affidi al tuo tecnico di fiducia, da anni. Tutto sembra a posto.
Ma c’è una novità importante che devi conoscere: dal 25 settembre 2025 potrà fare questi controlli solo chi ha ottenuto la qualifica di tecnico manutentore secondo la legge.
La qualifica tecnico manutentore non è un dettaglio secondario.
È un requisito obbligatorio stabilito dal DM 1 settembre 2021, poi aggiornato con successive modifiche. Se non ti organizzi per tempo, potresti ritrovarti con manutenzioni eseguite da personale non abilitato, con tutte le conseguenze che questo comporta.
Cosa prevede la legge sulla qualifica tecnico manutentore
Tutto parte dal Decreto Ministeriale del 1° settembre 2021, che ha rivoluzionato il modo in cui si gestiscono i controlli antincendio. Uno degli obiettivi del decreto è quello di garantire che la manutenzione degli impianti di sicurezza venga fatta da persone davvero competenti, non improvvisate.
Per questo motivo è stato introdotto un concetto chiave: la qualifica di tecnico manutentore.
Chi svolge attività di manutenzione deve essere qualificato secondo criteri precisi, descritti negli allegati del decreto.
Questo vale per tutti i principali dispositivi antincendio, tra cui ad esempio:
• estintori
• impianti sprinkler
• porte REI (tagliafuoco)
• sistemi di allarme antincendio
• gruppi di pompaggio
• e altre attrezzature di sicurezza presenti in azienda..
Inizialmente, questa novità doveva partire nel 2023, ma è stata prorogata al 25 settembre 2025 con successivi decreti (31/08/2023 e 13/09/2024).
Cosa cambia per le aziende dal 2025
Fino ad oggi, molti datori di lavoro si sono affidati a tecnici “storici”, aziende conosciute o figure esperte che lavorano nel settore da anni. E va benissimo, a patto che queste persone abbiano (o ottengano entro il 2025) la qualifica di tecnico manutentore.
Non basta più:
• essere “uno che lo fa da sempre”
• avere un’azienda con partita IVA
• essere iscritto alla Camera di Commercio
• avere esperienza pluriennale
La legge è chiara: serve la qualifica tecnico manutentore, ottenuta secondo quanto previsto dall’Allegato II del DM.
Se chi fa la manutenzione nella tua azienda non è in possesso di questa qualifica, non può più farla dal 25 settembre 2025.
Come si ottiene la qualifica tecnico manutentore
Il percorso è piuttosto chiaro e strutturato:
1. Formazione specifica:
Il tecnico deve frequentare un corso erogato da un ente accreditato, pubblico o privato. I contenuti del corso sono stabiliti per legge. Non è un corso generico, ma uno specifico per il tipo di impianto da manutenere (es. estintori, idranti, porte tagliafuoco, ecc.).
2. Docenti qualificati:
I corsi devono essere tenuti da formatori in possesso dei requisiti previsti dal decreto, come specificato all’Allegato II. Non è possibile improvvisare: gli enti di formazione devono garantire competenze tecniche e didattiche adeguate, documentate e verificate.
3. Valutazione finale:
Al termine del corso il manutentore deve sostenere un esame e, se lo supera, ottiene la qualifica tecnico manutentore.
Quando è previsto l’esonero dal corso di formazione
Il DM prevede una deroga:
chi svolge attività di manutenzione o controllo periodico da almeno 3 anni alla data di entrata in vigore del decreto, può saltare il corso, ma deve comunque sostenere la prova di valutazione dei requisiti.
Questo significa che anche i manutentori più esperti devono certificare le proprie competenze. Nessuno è escluso.
Come presentare la domanda di esame per l’abilitazione
La domanda di esame per ottenere l’abilitazione come tecnico manutentore qualificato antincendio può essere presentata attraverso la piattaforma pubblicata nella pagina del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Cosa deve fare il datore di lavoro per essere in regola
Arriviamo al punto che ti interessa di più: cosa devi fare tu, concretamente, per essere in regola?
Ecco le azioni da fare entro il 2025 (ma meglio se inizi subito):
1. Chiedi al tuo manutentore se ha la qualifica
Semplice: basta una telefonata o una mail. “Hai già la qualifica tecnico manutentore secondo il DM 1 settembre 2021?”
Se la risposta è no, chiedi se ha almeno iniziato il percorso o se intende farlo.
2. Fatti consegnare copia dell’attestato o della valutazione
A partire da settembre 2025, chi non ha questo documento non può più firmare registri di manutenzione. E tu, come datore di lavoro, hai il dovere di verificarlo.
3. Assicurati che sia aggiornato
Il decreto prevede anche l’obbligo di aggiornamento continuo. Quindi la qualifica non è “una volta per tutte”: il manutentore deve restare aggiornato sulle novità tecniche e normative.
Cosa rischi se affidi la manutenzione a un tecnico non qualificato
Questa parte non è simpatica, ma è necessaria.
Se dal 25 settembre 2025 affidi la manutenzione a un tecnico non qualificato, sei fuori norma.
Questo può comportare:
• Sanzioni in caso di ispezione (Vigili del Fuoco o altre autorità)
• Invalidità delle verifiche (es. i registri di controllo non hanno valore legale)
• Responsabilità civile o penale in caso di incidente/incendio
Non aspettare settembre!
La qualifica tecnico manutentore è un passaggio importante, pensato per aumentare la sicurezza reale negli ambienti di lavoro. La normativa è chiara, la scadenza è fissata al 25 settembre 2025, e il momento giusto per agire è proprio adesso.
Organizzarti per tempo ti permette di:
• Lavorare sempre con tecnici in regola
• Tenere gli impianti certificabili e controllati
• Evitare corse dell’ultimo minuto o intoppi in caso di ispezioni
Verifica subito la situazione nella tua azienda: chiedi le certificazioni, rivedi i documenti, e chiarisci ogni dubbio con i tuoi manutentori.
E se qualcosa non ti è chiaro, siamo qui per aiutarti: scrivici e ti accompagniamo passo passo per arrivare pronto alla scadenza, senza stress.
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