Lanterne cinesi: vietate in Italia per rischio incendi

Immagina una sera d’estate: il cielo limpido, un gruppo di persone che si raduna per festeggiare un matrimonio, una ricorrenza, un compleanno. Qualcuno accende una lanterna cinese, la fiamma scalda l’aria, il piccolo pallone di carta si gonfia e lentamente prende quota. Nel silenzio generale, decine di luci tremolanti si alzano nel buio, come stelle che volano verso l’alto.
Una scena suggestiva, quasi poetica.
Ma quello che ai nostri occhi sembra un simbolo di speranza e festa è, in realtà, un pericoloso innesco di incendi.
Le lanterne cinesi, infatti, sono vietate in Italia proprio a causa dell’elevato rischio incendi che comportano.

Il fascino delle lanterne cinesi

Le lanterne volanti, dette anche “lanterne dei desideri”, hanno origini antiche: in Asia erano usate nelle cerimonie religiose o nei festival tradizionali per portare messaggi agli spiriti benevoli o per salutare il nuovo anno.
Con il tempo si sono diffuse anche in Occidente, diventando simboli di eventi romantici e celebrativi.
La loro popolarità è cresciuta grazie ai film, ai video sui social e alla moda di rendere speciale una festa con un gesto scenografico, diverso dai soliti fuochi d’artificio.
Il problema è che dietro questa immagine poetica si nasconde un pericolo molto concreto: ogni lanterna è, a tutti gli effetti, una piccola fiamma libera lasciata incustodita nel cielo.

Il rischio incendi: quando la magia diventa pericolo

Una lanterna cinese funziona in modo semplice: una struttura di carta leggera sorretta da un telaio sottile, al centro un piccolo bruciatore che produce fiamma viva.
Il calore crea aria calda, la lanterna si solleva e vola spinta dal vento.
Ed è proprio questo meccanismo a trasformarla in una potenziale miccia.
Non possiamo controllare la direzione del vento né il punto in cui la lanterna cadrà. Potrebbe spegnersi in tempo, certo.
Ma se la fiamma resta accesa, basta un tetto, un balcone di legno, un campo secco o una pineta per dare origine a un incendio.
Gli incendi causati dalle lanterne cinesi sono stati documentati in diverse parti del mondo.
Alcuni casi hanno distrutto interi magazzini, altri hanno innescato focolai boschivi, con danni economici enormi e conseguenze ambientali pesantissime.
In Italia, soprattutto in estate, il rischio incendi legato alla siccità e alle alte temperature è già altissimo: aggiungere lanterne volanti significa aumentare in modo irresponsabile la probabilità di nuovi focolai.

Lanterne cinesi e legge italiana: cosa dice la normativa

In Italia non esiste una legge nazionale che vieti espressamente le lanterne cinesi, ma di fatto il loro utilizzo è proibito.
Il motivo è semplice: queste luci volanti rientrano nelle cosiddette “accensioni pericolose”, cioè attività che comportano l’uso di fiamme libere in spazi aperti senza possibilità di controllo.
L’articolo 57 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (T.U.L.P.S.) vieta senza licenza il lancio di razzi, l’innalzamento di aerostati con fiamme e qualsiasi accensione che possa creare pericolo. Le lanterne cinesi ricadono in questa categoria e quindi, per poterle utilizzare, servirebbe una specifica autorizzazione della Questura. In pratica, un permesso che quasi mai viene concesso, soprattutto durante l’estate o in zone a rischio.
Il Ministero dell’Interno, con una nota del 2012, ha confermato questa interpretazione: le lanterne volanti sono potenzialmente pericolose e soggette a licenza. Chi le lancia senza permesso rischia di incorrere nella contravvenzione prevista dall’articolo 703 del Codice Penale, che prevede sanzioni pecuniarie o arresto fino a un mese.
A questo si aggiunge la Legge 353/2000 sugli incendi boschivi, che vieta l’uso di fuochi o strumenti a fiamma libera nei periodi e nelle aree dichiarate a rischio incendi.
Molti Comuni e Regioni hanno poi adottato ordinanze locali con divieti espliciti e multe che possono superare i 300 euro.
Il divieto, quindi, non è un capriccio burocratico: nasce dalla necessità di prevenire il rischio incendi e tutelare l’ambiente, le persone e i beni. Accendere una lanterna cinese significa lasciare una fiamma accesa al vento senza nessun controllo. E la legge, giustamente, non lo consente.

Ecco la normativa di riferimento:
Art. 57 T.U.L.P.S. (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza)
Vietato senza licenza il lancio di razzi, aerostati con fiamme e accensioni pericolose. Le lanterne rientrano in questa categoria.

Nota del Ministero dell’Interno – 2012
Conferma che le lanterne volanti sono pericolose e richiedono autorizzazione della Questura.

Art. 703 Codice Penale
Punisce chi effettua accensioni pericolose senza licenza con multa o arresto fino a un mese.

Legge 353/2000 (incendi boschivi)
Vietato usare fiamme libere in aree e periodi a rischio incendi.

Ordinanze locali (Comuni e Regioni)
Molte amministrazioni hanno disposto divieti espliciti, con sanzioni che vanno da 100 a oltre 300 euro.

Rischio incendi e ambiente: un doppio danno

Il problema delle lanterne cinesi non riguarda solo il rischio incendi.
Una volta cadute a terra, i resti della carta e della struttura metallica diventano rifiuti difficili da recuperare, che possono danneggiare animali e inquinare l’ambiente. Uccelli, pesci e altri animali rischiano di ingerire i frammenti o di restare intrappolati nei fili metallici.
Insomma, oltre a favorire gli incendi, queste “luci volanti” rappresentano anche un pericolo per la fauna e una fonte di inquinamento.
Per capire quanto il pericolo sia concreto, basta citare alcuni episodi:

-Zoo di Krefeld, Germania (Capodanno 2019 → notte tra il 31 dicembre 2019 e il 1 gennaio 2020)
Una lanterna cinese lanciata durante i festeggiamenti di fine anno è caduta all’interno dell’Ape House dello zoo di Krefeld, provocando un incendio devastante. L’edificio è andato completamente distrutto e più di 30 animali sono morti, tra cui 5 oranghi, 2 gorilla e almeno uno scimpanzé; solo due scimpanzé sono sopravvissuti. Le autorità locali hanno confermato che le lanterne erano vietate in gran parte della Germania e le tre donne responsabili si sono consegnate spontaneamente.

Smethwick, Inghilterra (30 giugno 2013)
Verso le 23:00 una lanterna cinese è precipitata su un impianto di stoccaggio di materiale plastico e cartaceo a Smethwick (West Midlands). Il rogo è diventato il più grave mai affrontato dal servizio antincendio locale, con oltre 200 pompieri impiegati e danni stimati in 6 milioni di sterline. Il fumo si è visto anche da Coventry, e si sono temute conseguenze anche per le rotte aeree.

Quartu Sant’Elena, Italia (Gennaio 2025)
E non serve andare lontano: anche in Italia non mancano episodi legati alle lanterne cinesi, con tetti incendiati e roghi boschivi che hanno richiesto l’intervento dei vigili del fuoco. A Quartu Sant’Elena, infatti, durante i festeggiamenti per il nuovo anno, una lanterna cinese è caduta sul balcone di un’abitazione in via Tazzoli, incendiando una tenda e propagandosi fino al tetto. I danni sono stati ingenti: l’abitazione è stata dichiarata inagibile e i vigili del fuoco hanno lavorato a lungo per domare le fiamme. Un episodio che dimostra come il rischio non sia lontano, ma concreto anche nelle nostre città.
Ogni volta, lo stesso copione: una fiamma libera lasciata al vento diventa il punto di partenza di un disastro.

Ecco alcune alternative sicure

Vietare le lanterne cinesi non significa rinunciare alla magia di un evento speciale.
Esistono tante alternative sicure e sostenibili per creare un’atmosfera scenografica senza correre rischi.
Eccone alcune:
Palloncini a LED: luminosi, riutilizzabili e privi di fiamma.

Spettacoli di luci e proiezioni: giochi di luce architetturali o proiezioni su edifici che trasformano una festa in un’esperienza immersiva.

Droni luminosi: sempre più diffusi nelle grandi città, offrono show spettacolari e totalmente sicuri.

Candele elettroniche: che creano atmosfera senza fiamma.

Queste soluzioni permettono di mantenere intatto il fascino dell’evento senza moltiplicare il rischio incendi e senza danneggiare l’ambiente.

La responsabilità è di tutti

La sicurezza è una scelta quotidiana che riguarda ciascuno di noi.
Decidere di non usare le lanterne cinesi è un piccolo gesto che può evitare grandi tragedie.
Ogni anno, in Italia, migliaia di ettari di bosco vengono distrutti dal fuoco. Gran parte degli incendi è causata dall’uomo, spesso per negligenza o leggerezza. L’uso delle lanterne volanti rientra in questi comportamenti rischiosi.
Essere consapevoli dei pericoli significa proteggere non solo la propria festa, ma anche il territorio, la comunità e le generazioni future.
Le lanterne cinesi ci affascinano perché parlano di sogni, desideri e magia. Ma in un Paese come il nostro, dove il rischio incendi è già altissimo e dove le estati sono sempre più calde e secche, accenderle equivale a giocare con il fuoco.
Aldilà che la legge le vieti o meno, la vera spinta a non usarle dovrebbe venire dal senso di responsabilità di ciascuno di noi.
Ci sono tanti modi per rendere una festa indimenticabile senza mettere in pericolo case, boschi e vite umane.
La sicurezza non spegne la magia: la protegge!

 

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