21 Lug Defibrillatore aziendale: fondi, incentivi e vantaggi per le imprese
Se la tua azienda sta valutando l’acquisto di un defibrillatore aziendale, abbiamo una bella notizia da condividere.
Per il 2026 esiste un contributo statale dedicato proprio a questo, insieme ai programmi di screening cardiovascolare per i lavoratori.
Non si tratta di una promessa vaga o di un incentivo “in arrivo”: è già attivo, ha un nome preciso, scadenze definite e un importo stabilito.
In questo articolo trovi tutto quello che serve per capire se la tua impresa può accedervi e come muoverti per cogliere questa opportunità.
Il Fondo screening e defibrillatori (DAE) 2026: cos’è
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha adottato, con il decreto direttoriale n. 46 del 15 aprile 2026, l’Avviso pubblico “Fondo screening e defibrillatori (DAE) – Anno 2026”.
Il fondo nasce in attuazione dell’articolo 1, commi 392 e 393, della legge di bilancio 2025 (legge 30 dicembre 2024, n. 207), con l’obiettivo di sostenere le imprese datrici di lavoro su due fronti complementari:
– programmi di screening e prevenzione delle malattie cardiovascolari e oncologiche, comprese le campagne di formazione e informazione rivolte ai lavoratori;
– acquisto di defibrillatori semiautomatici e automatici (DAE), la sigla con cui il decreto stesso indica il defibrillatore aziendale.
È un fondo costruito specificamente attorno alla prevenzione cardiovascolare in azienda, ed è una buona notizia soprattutto per chi stava già pensando all’acquisto di un DAE: è l’occasione giusta per farlo con un sostegno economico concreto.
Chi può fare domanda
I requisiti di accesso sono pensati per essere alla portata della maggior parte delle imprese strutturate, non solo delle grandi aziende.
Per presentare domanda, l’impresa deve:
– essere in regola con gli adempimenti contributivi e assicurativi e con la normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
– avere almeno un dipendente regolarmente contrattualizzato.
Un aspetto utile da conoscere in anticipo, se l’obiettivo è il contributo per l’acquisto del defibrillatore: l’impresa deve dichiarare di non essere già obbligata per legge a dotarsi di un DAE.
Il fondo è pensato proprio per premiare chi fa una scelta volontaria di prevenzione. Se non sei sicuro se la tua attività rientri tra quelle già obbligate, è un aspetto che conviene verificare con un consulente prima di presentare domanda, così da procedere con serenità.
Quanto vale il contributo
Gli importi previsti dal decreto sono incoraggianti:
– fino a 1.000 euro per l’acquisto di un defibrillatore aziendale;
– fino a 2.000 euro per i programmi di screening e prevenzione (cardiovascolare od oncologica) realizzati tramite un protocollo con una struttura sanitaria.
I due contributi sono cumulabili: un’impresa che realizza entrambi gli interventi può presentare una domanda unica o due domande separate, restando entro il limite delle spese effettivamente documentate.
Le risorse stanziate per il 2026 ammontano complessivamente a 500.000 euro a livello nazionale, assegnate secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande. Un buon consiglio pratico è muoversi con margine: prima si presenta la domanda, più alte sono le probabilità di rientrare tra le imprese ammesse.
Come e quando presentare la domanda
La procedura è interamente telematica e più semplice di quanto sembri.
Ecco i passaggi principali:
– Preregistrazione sulla piattaforma dei servizi del Ministero del Lavoro, all’indirizzo servizi.lavoro.gov.it. Le imprese già registrate sul portale devono solo aggiornare la manifestazione di interesse, senza ripetere l’intero processo.
– Presentazione della domanda sul portale dedicato screening-dae.lavoro.gov.it, accedendo con SPID o CIE del legale rappresentante (o di un suo delegato).
La finestra per presentare domanda è aperta dalle ore 10:00 del 27 maggio 2026 fino alle ore 23:59 del 31 gennaio 2027: un arco di tempo ampio, che permette di organizzarsi con calma.
Per l’intervento legato all’acquisto del DAE, tra i documenti da allegare è richiesta la fattura di acquisto (emessa nel 2026), con l’indicazione precisa di modello, marca e tipologia del dispositivo, oltre alla prova di un pagamento effettuato con modalità tracciabile. È inoltre prevista, come condizione per l’erogazione, una dichiarazione successiva di essere ancora in possesso del dispositivo indicato in domanda.
L’elenco delle imprese ammesse al beneficio sarà pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro entro giugno 2027.
Perché conviene muoversi ora, non solo per il contributo
Al di là dell’aspetto economico, c’è un motivo ancora più bello per guardare a questo fondo come a un’occasione: la possibilità concreta di prendersi cura delle persone che ogni giorno vivono l’azienda.
Un arresto cardiaco improvviso può colpire chiunque, in qualunque momento, anche in un ambiente di lavoro apparentemente sicuro. Nei minuti che precedono l’arrivo dei soccorsi, avere a disposizione un defibrillatore aziendale, e persone in grado di utilizzarlo con sicurezza, può fare una differenza reale, e a volte decisiva.
Il fondo 2026 abbassa la barriera economica di ingresso a questa scelta. Ma il valore del defibrillatore aziendale resta grande a prescindere dal contributo: è uno strumento che trasforma un’attenzione dichiarata verso la sicurezza delle persone in una capacità reale di intervenire quando serve davvero.
Come scegliere il defibrillatore aziendale giusto
Prima di procedere all’acquisto, con o senza il sostegno del fondo, è utile porsi alcune domande pratiche, così da orientarsi verso la soluzione più adatta:
– In che tipo di ambiente verrà installato?
Un ufficio, un magazzino o uno spazio aperto al pubblico hanno esigenze diverse.
– Quante persone frequentano abitualmente la struttura?
Il numero di persone presenti aiuta a definire il livello di copertura più adeguato.
– Il dispositivo sarà facilmente raggiungibile in caso di emergenza?
Una buona posizione fa davvero la differenza nell’utilità del dispositivo.
– Il modello scelto ha la certificazione CE?
È un requisito basilare richiesto anche ai fini dell’ammissibilità al contributo.
Il ruolo della formazione: il completamento naturale del percorso
Un’ultima considerazione, forse la più importante di tutte. Avere un defibrillatore aziendale a disposizione è un ottimo primo passo, e diventa un aiuto ancora più prezioso quando le persone che lo circondano ogni giorno sanno come usarlo.
La formazione sulle procedure di primo soccorso e sull’utilizzo del DAE è ciò che completa il percorso: trasforma un dispositivo presente in azienda in un aiuto reale nel momento del bisogno, con la sicurezza di sapere cosa fare nei minuti che contano di più.
Se nella tua azienda deciderai di installare un defibrillatore anche il piano di gestione delle emergenze andrà aggiornato e con esso la formazione degli addetti.
Vuoi capire se la tua azienda ha i requisiti per accedere al Fondo screening e defibrillatori 2026, o hai bisogno di supporto nella scelta e nella formazione legate al defibrillatore aziendale?
Confrontati con chi si occupa di sicurezza sul lavoro ogni giorno: è il primo passo per trasformare un’opportunità normativa in un progetto concreto per la tua impresa.
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