04 Nov Decreto sicurezza sul lavoro 2025: più controlli, formazione e prevenzione
Il Consiglio dei Ministri, nella seduta n. 147 del 28 ottobre 2025, ha approvato il nuovo decreto legge sulla sicurezza sul lavoro.
Si tratta di un provvedimento importante, nato dal confronto con sindacati e imprese, per rispondere al crescente numero di infortuni gravi e mortali registrati in Italia nel corso dell’anno.
Il decreto sicurezza sul lavoro 2025 si inserisce in un percorso di revisione più ampio iniziato con il nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, che ha ridefinito durata, contenuti e modalità della formazione in materia di salute e sicurezza.
L’obiettivo complessivo del Governo è aggiornare in modo organico il quadro normativo previsto dal D.Lgs. 81/2008, rendendolo più attuale e adatto alle sfide dei nuovi contesti produttivi.
Secondo i dati INAIL, nei primi otto mesi del 2025 si contano già 681 vittime sul lavoro, includendo anche gli incidenti in itinere.
Un dato che evidenzia la necessità di intervenire in modo deciso sul fronte della prevenzione e della vigilanza.
Come ha ricordato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante gli Stati Generali della Sicurezza sul Lavoro, “la sicurezza è la prima forma di giustizia nel lavoro”.
Gli obiettivi del decreto
Il decreto sicurezza sul lavoro 2025 introduce una serie di misure urgenti per rafforzare la prevenzione, migliorare la formazione e rendere più efficaci i controlli nei luoghi di lavoro.
L’obiettivo è duplice: da un lato ridurre gli infortuni, dall’altro promuovere una cultura della sicurezza più diffusa e consapevole.
Le principali novità riguardano:
-il potenziamento della vigilanza e degli organi ispettivi;
-l’introduzione di strumenti digitali per la tracciabilità dei lavoratori nei cantieri;
-incentivi per le imprese virtuose;
-l’ampliamento degli obblighi formativi per gli RLS di piccole aziende;
-nuove tutele per gli studenti impegnati nei percorsi di alternanza scuola-lavoro.
Prevenzione e vigilanza
Uno dei pilastri del decreto sicurezza sul lavoro 2025 è il rafforzamento della vigilanza.
Il testo prevede l’aumento del personale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, con l’obiettivo di intensificare i controlli, soprattutto nei settori più a rischio.
Viene introdotta una vigilanza “intelligente”, mirata in particolare verso i datori di lavoro che operano con appalti e subappalti.
In quest’ottica, il decreto promuove anche l’utilizzo di strumenti digitali come il badge di cantiere e la patente a crediti.
Il badge sarà precompilato attraverso la piattaforma nazionale SIISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa) e conterrà i dati identificativi del lavoratore.
La patente a crediti, già attiva nel settore edile, verrà estesa ad altri ambiti produttivi ad alto rischio, con un sistema di punteggio basato sulla conformità alle norme di sicurezza.
Imprese virtuose e revisione delle aliquote INAIL
Dal 1° gennaio 2026 l’INAIL sarà autorizzato a rivedere le aliquote per l’oscillazione in bonus, premiando le imprese che presentano un andamento infortunistico positivo.
Saranno invece escluse dal beneficio le aziende che hanno subito condanne penali o sanzioni amministrative in materia di sicurezza negli ultimi tre anni.
Il decreto prevede inoltre criteri più stringenti per l’adesione alla Rete del lavoro agricolo di qualità: potranno farne parte solo le imprese in regola con le norme sulla sicurezza.
Alle aziende virtuose verrà riservata una quota specifica delle risorse programmate dall’INAIL.
Questa misura rappresenta un incentivo concreto a investire in modelli organizzativi efficaci e in una gestione più attenta della prevenzione.
Formazione e aggiornamento
La formazione è uno dei punti centrali del decreto sicurezza sul lavoro 2025.
Viene esteso l’obbligo di aggiornamento periodico per i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) anche alle imprese con meno di 15 dipendenti.
Un passo importante per garantire che la cultura della sicurezza sia presente anche nelle realtà di dimensioni più ridotte.
Il decreto prevede inoltre l’elevazione dei requisiti per gli enti formatori accreditati e demanda a un nuovo Accordo Stato-Regioni la definizione dei criteri di accreditamento, durata e contenuti dei corsi.
L’obiettivo è garantire percorsi formativi di qualità, realmente utili a prevenire gli incidenti e a migliorare la consapevolezza dei lavoratori.
Sicurezza nei percorsi scuola-lavoro
Particolare attenzione è riservata agli studenti impegnati nei percorsi di formazione scuola-lavoro.
Il decreto estende la copertura assicurativa INAIL anche agli infortuni avvenuti durante il tragitto casa-lavoro. Inoltre, viene introdotta, a carico dell’INAIL, una borsa di studio per gli studenti superstiti di persone decedute per infortuni sul lavoro o malattie professionali.
Viene inoltre rafforzata la formazione obbligatoria dei tutor scolastici e aziendali, per garantire che i percorsi formativi avvengano in piena sicurezza.
Near miss e sorveglianza sanitaria
Tra le novità più significative c’è l’introduzione di linee guida per la gestione dei “near miss”, cioè i mancati infortuni.
Le aziende con più di 15 dipendenti sono incentivate a dotarsi di strumenti per identificare, registrare e analizzare questi eventi, con la possibilità di accedere a incentivi e riconoscimenti INAIL per l’adozione di sistemi avanzati di prevenzione.
Il decreto introduce anche una nuova tipologia di visita medica, destinata ai lavoratori impiegati in attività ad alto rischio, nel caso in cui vi sia il sospetto di assunzione di alcol o sostanze stupefacenti.
Destinazione delle sanzioni
Le somme incassate dalle ASL a seguito di provvedimenti sanzionatori saranno destinate esclusivamente a finanziare attività di sorveglianza epidemiologica, progetti di prevenzione e iniziative di formazione professionale in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Una scelta che rende il sistema più coerente e orientato alla prevenzione.
Le nuove disposizioni saranno attuate gradualmente nel corso del 2026, ma alcune misure avranno effetto immediato dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, in particolare per le imprese che operano nei cantieri e nei subappalti.
L’inosservanza dei nuovi obblighi potrà comportare:
-la sospensione dell’attività in caso di gravi violazioni;
-la perdita dei benefici INAIL per le imprese che non dimostrano comportamenti virtuosi;
-sanzioni amministrative più severe nei casi di mancata formazione o di irregolarità nei badge di cantiere.
Un passo avanti per la cultura della sicurezza
Il decreto sicurezza sul lavoro 2025 non rappresenta soltanto un insieme di obblighi normativi, ma un segnale politico e culturale importante.
Mette al centro la prevenzione, la formazione e la responsabilità condivisa, restituendo dignità e attenzione a un tema che troppo spesso emerge solo di fronte a tragedie.
Le imprese che sapranno integrare la sicurezza nella propria strategia di gestione del personale saranno non solo più conformi alla legge, ma anche più forti, affidabili e sostenibili.
La sicurezza non è un tema da affrontare solo quando accade qualcosa, ma un impegno quotidiano di responsabilità verso le persone.
Il decreto sicurezza sul lavoro 2025 segna un passo importante: sposta l’attenzione dal semplice adempimento formale alla vera cultura della prevenzione.
Ogni azione, ogni controllo e ogni formazione diventano strumenti per proteggere vite, non solo per rispettare una norma.
E chi sceglie di investire nella sicurezza oggi, costruisce un futuro di lavoro più umano, consapevole e sostenibile.
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