14 Apr Nuovo Accordo Stato-Regioni 2025: in vigore dal 24 maggio 2026
Il nuovo Accordo Stato-Regioni 2025 del 17 aprile 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 maggio 2025, entrerà pienamente in vigore il 24 maggio 2026.
Una data che segnerà un cambiamento concreto nel modo in cui la formazione sulla sicurezza sul lavoro viene gestita, documentata e verificata.
In questo articolo trovi i 5 punti chiave da tenere sotto controllo per arrivare preparati.
Per un’analisi completa di cosa prevede il nuovo Accordo, puoi leggere il nostro articolo dedicato: Nuovo Accordo Stato-Regioni 2025
Una data che non è una formalità
Dal 24 maggio 2026, il nuovo Accordo Stato-Regioni 2025 diventa l’unico riferimento operativo valido. Gli accordi precedenti vengono superati e la formazione dovrà essere coerente con i nuovi standard.
In pratica: quello che oggi è considerato valido potrebbe non esserlo più. Non è un aggiornamento marginale, ma un cambio di riferimento normativo.
I 5 punti chiave del nuovo Accordo Stato-Regioni 2025
1. Un sistema unico, con meno margine di errore
Il nuovo Accordo Stato-Regioni 2025 accorpa e sostituisce quelli precedenti, introducendo regole uniformi a livello nazionale.
Fino ad oggi c’era spazio per interpretazioni. Da maggio 2026 non ci sarà più. Le aziende che hanno gestito la formazione in modo approssimativo si troveranno esposte: ogni difformità può avere conseguenze dirette in caso di controllo.
2. Formazione più strutturata e più controllabile
Non cambia solo la durata dei corsi, ma anche i contenuti minimi richiesti, la struttura dei percorsi e le modalità di erogazione.
Il punto più rilevante, nella nostra esperienza, è questo: gli attestati diventano più controllabili. In caso di ispezione bisognerà dimostrare che la formazione è stata effettivamente svolta, nei modi previsti e con i contenuti corretti (non solo mostrando un attestato cartaceo)..
3. Preposti e datori di lavoro: responsabilità più chiare
Il nuovo Accordo Stato-Regioni 2025 definisce in modo più preciso gli obblighi formativi per due figure specifiche: i preposti e i datori di lavoro.
Per queste figure non basta aver partecipato a un corso anni fa. Serve dimostrare che la formazione è aggiornata e coerente con i nuovi requisiti. La responsabilità è nominale e non si può delegare.
4. Verifica reale dell’apprendimento: non solo firma e attestato
Con il nuovo Accordo Stato-Regioni 2025, non sarà più sufficiente partecipare al corso e firmare il registro. I percorsi formativi dovranno includere una verifica effettiva: test, prove pratiche o esercitazioni che dimostrino che i contenuti sono stati realmente appresi.
Questo cambia il modo in cui i corsi vengono progettati, erogati e documentati. Chi oggi utilizza percorsi che non prevedono verifiche strutturate dovrà adeguarsi.
5. E-learning: resta valido, ma con requisiti precisi
La formazione a distanza non scompare, ma il nuovo Accordo Stato-Regioni 2025 introduce requisiti specifici che le piattaforme devono rispettare: tracciabilità delle attività, corretta struttura dei percorsi e modalità di verifica adeguate.
Il punto critico è questo: non tutti i corsi online oggi disponibili sul mercato saranno automaticamente conformi. Prima di rinnovare o acquistare percorsi e-learning, vale la pena verificare che rispettino i nuovi standard.
Cosa cambia, in concreto, nella gestione quotidiana
Prima del nuovo Accordo Stato-Regioni 2025, molte aziende gestivano la formazione a scadenze: si formava quando era obbligatorio, si rinnovava quando scadeva.
Questo approccio non basta più.
Serve una visione strutturata: sapere chi è formato, su cosa, con quale modalità e se quella formazione è ancora valida secondo i nuovi criteri. Non è burocrazia, ma una vera e propria gestione della responsabilità.
Il rischio più concreto: arrivare in ritardo
Il 24 maggio 2026 è più vicino di quanto sembri e la preparazione richiede più tempo di quanto si pensi.
Verificare la situazione formativa di un’azienda non è un’operazione rapida: significa recuperare attestati, controllare date e contenuti, valutare cosa è ancora valido e cosa va aggiornato o rifatto. In molte realtà queste informazioni sono sparse, incomplete o difficili da reperire.
A questo si aggiunge la parte operativa: organizzare i corsi, trovare disponibilità, coinvolgere le persone senza bloccare il lavoro.
Chi aspetta l’ultimo momento si trova con meno tempo, meno scelta e più pressione. Ed è in queste condizioni che si fanno errori: si dimentica qualcuno, si usa un corso non conforme, si accumula tutto in poche settimane.
Come prepararsi: 3 passi concreti
Non serve ripartire da zero. Serve sapere da dove si parte.
1. Verifica la situazione attuale
Quali corsi sono stati fatti, da chi, quando e con quale modalità (presenza o e-learning).
2. Controlla la conformità
Non solo le date di scadenza, ma anche i contenuti, la struttura dei percorsi e la tracciabilità delle attività svolte.
3. Costruisci un piano realistico
Con un quadro chiaro in mano, si possono definire le priorità e distribuire le attività nel tempo, evitando la corsa finale a ridosso della scadenza.
In sintesi
Con il nuovo Accordo Stato-Regioni 2025 in vigore dal 24 maggio 2026, questi sono i 5 punti da tenere sotto controllo:
– sistema unico con regole più uniformi e meno interpretabili
– formazione più strutturata, con contenuti e modalità definite
– obblighi formativi più precisi per preposti e datori di lavoro
– verifica effettiva dell’apprendimento, non solo presenza e firma
– e-learning valido ma soggetto a requisiti specifici
Non è una rivoluzione dall’oggi al domani. È un passaggio che richiede metodo e che conviene affrontare con anticipo.
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