22 Set Nuova normativa piscine 2026: cosa cambia per griglie e bocchettoni
Chi gestisce una piscina aperta al pubblico controlla ogni giorno l’acqua, la pulizia e le attrezzature. Da quest’estate c’è un punto in più a cui fare attenzione: le prese di aspirazione presenti nella vasca.
La normativa piscine 2026 chiede infatti che griglie di fondo, bocchettoni e prese di aspirazione garantiscano la sicurezza dei bagnanti. La regola è in vigore dall’8 agosto 2026.
Cosa prevede la nuova normativa sulle piscine?
La novità è contenuta nella Legge 4 agosto 2026, n. 142, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 182 del 7 agosto 2026.
La legge ha convertito il Decreto-Legge 26 giugno 2026, n. 108 e ha aggiunto l’articolo 4-bis, intitolato “Misure per la sicurezza nelle piscine”.
La norma riguarda:
– le piscine pubbliche;
– le piscine private destinate a un’utenza pubblica, comprese quelle a uso collettivo.
In queste piscine, il sistema di ricircolo per la depurazione dell’acqua deve garantire la sicurezza dei bagnanti. In particolare, le prese di aspirazione devono impedire fenomeni vorticosi di aspirazione a effetto ventosa nei confronti di qualsiasi parte del corpo.
La legge fa riferimento a:
– griglie di fondo;
– bocchettoni;
– ogni altro materiale utilizzato per l’aspirazione dell’acqua.
La norma non interviene sulla presenza di questi componenti, ma richiede che il sistema garantisca condizioni di sicurezza tali da impedire il fenomeno di aspirazione a effetto ventosa, senza indicare una soluzione tecnica specifica.
Restano valide le altre disposizioni e responsabilità già previste in materia di sicurezza, gestione e manutenzione delle piscine e degli impianti.
Che cos’è l’effetto ventosa?
Pensa a quando appoggi la mano sul tubo di un aspirapolvere acceso: la mano resta attaccata e staccarla richiede uno sforzo.
In piscina il principio è simile. Una presa di aspirazione richiama acqua dalla vasca. Se una parte del corpo la copre, può generarsi una forza di aspirazione che rende difficile allontanarsi.
Sott’acqua questa situazione è particolarmente pericolosa per il bagnante, specie se si tratta di bambini. A fronte di numerosi incidenti, anche mortali, l’intervento normativo vuole prevenire questi rischi.
Come prevenire il rischio?
La legge indica il risultato da garantire: impedire fenomeni vorticosi di aspirazione a effetto ventosa nei confronti di qualsiasi parte del corpo dei bagnanti. Le soluzioni vanno valutate in base alle caratteristiche di ogni impianto.
Come buona prassi, è utile:
– verificare lo stato di griglie, bocchettoni e prese di aspirazione;
– controllare che non ci siano componenti danneggiati o mancanti;
– far valutare il sistema di aspirazione e ricircolo da un tecnico competente, se ci sono dubbi;
– programmare gli eventuali interventi di adeguamento in base alla situazione concreta.
Sul piano tecnico, un riferimento pertinente è la norma UNI EN 13451-3:2025, che tratta i requisiti di sicurezza e i metodi di prova per gli ingressi e le uscite dell’acqua e dell’aria nelle piscine a uso pubblico.
Cosa devono fare i gestori delle piscine?
L’obbligo previsto dall’articolo 4-bis è chiaro: nelle piscine interessate, il sistema di ricircolo e le prese di aspirazione devono garantire la sicurezza dei bagnanti, impedendo fenomeni vorticosi di aspirazione a effetto ventosa.
Per organizzarsi con ordine, ecco alcuni suggerimenti operativi:
Capire se la propria piscina rientra nella norma.
Oltre alle piscine pubbliche, sono comprese quelle private destinate a un’utenza pubblica, incluse quelle a uso collettivo (es. hotel).
Verificare con attenzione griglie, bocchettoni e prese di aspirazione, per individuare eventuali criticità.
Chiedere una valutazione tecnica del sistema di ricircolo quando l’impianto è datato e non rispetta gli standard di sicurezza attuali.
Pianificare gli interventi che dovessero risultare necessari.
Cosa succede se l’impianto non è conforme?
In caso di violazione, la legge prevede la chiusura immediata dell’impianto fino all’adempimento degli obblighi.
Per questo è opportuno verificare tempestivamente la situazione dell’impianto e valutare gli eventuali interventi necessari.
Per le piscine pubbliche la legge ha istituito anche un fondo di 4.725.000 euro per il 2026, destinato alle spese sostenute per l’adeguamento dei sistemi previsti dall’articolo 4-bis.
Sicurezza piscine: cosa controllare adesso
La normativa piscine 2026 porta l’attenzione su un componente che spesso passa inosservato: le prese di aspirazione.
Un controllo di griglie, bocchettoni e sistema di ricircolo aiuta a individuare per tempo eventuali criticità e a programmare gli interventi da valutare.
Riferimenti normativi
Legge 4 agosto 2026, n. 142, di conversione del Decreto-Legge 26 giugno 2026, n. 108, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 182 del 7 agosto 2026: articolo 4-bis “Misure per la sicurezza nelle piscine”.
UNI EN 13451-3:2025, riferimento tecnico sui requisiti di sicurezza e metodi di prova per ingressi e uscite dell’acqua e dell’aria nelle piscine a uso pubblico.
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